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LA STORIA DI UN RIGORE SBAGLIATO

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“Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia”.
Mercoledì 26 gennaio ero in curva B a tifare Napoli.
La partita di Coppa Italia ci vedeva contrapposti all’Inter campione del mondo.
Dopo un buon inizio da parte degli avversari gli azzurri cominciano  a macinare gioco e, sotto la spinta dei 60.000, costruiscono occasioni su occasioni.
90’ non bastano a far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra e quindi ci prepariamo ai supplementari.
Siamo allo stadio da 6 ore ormai (ma perché siamo partiti alle 16:00 da casa?), il freddo è pungente ma non vorremmo essere in nessun altro posto al mondo. Le sensazioni sono positive, il gioco del Napoli spumeggiante ma il goal non arriva. 120’ e ancora non c’è un vincitore.
Decidono i rigori.
Il terzo tiro dal dischetto è assegnato all’idolo di casa. Il Pocho sistema il pallone e al fischio dell’arbitro, dopo una breve rincorsa, calcia ad incrociare. Il portiere è spiazzato ma la palla sorvola inesorabilmente la traversa.
Per qualche secondo si sente solo lo sgocciolio del rubinetto rotto nei bagni al gate 4.
Poi dal nulla nasce un applauso sincero e un coro incessante: Pocho, Pocho, Pocho…
Il Napoli esce immeritatamente dalla Coppa Italia 2010/11 e il pubblico applaude come se avesse vinto.
I giocatori hanno dato tutto.
Il Presidente decide di premiarli dividendo con loro l’incasso della gara.
Dopo quattro giorni al San Paolo è di nuovo campionato. C’è di fronte la Samp.
Non nascondo di aver pensato che potevamo essere stanchi fisicamente e psicologicamente. Non nascondo di essere stato preoccupato per la reazione di Lavezzi a quel rigore sbagliato.
E invece?
Invece il Napoli vince 4-0 con una tripletta di Cavani e un Lavezzi straripante.
“Prese un pallone che sembrava stregato, accanto al piede rimaneva incollato, entrò nell’aerea e tirò senza guardare e il portiere lo lasciò passare”.
Luciano Miele

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