15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.tifonapoli.it 300 0
theme-sticky-logo-alt
theme-logo-alt

Ora ripartiamo con il Cesena

5 Commenti

Almeno possiamo consolarci con il sovvertimento generale dei valori in questo turno infrasettimanale di campionato. L’ultimo, fortunatamente, in una stagione densa di impegni, finora assolti dagli azzurri sempre con coraggio e spirito agonistico senza pari. Il secondo posto non poteva essere soffiato da nessuno, però sembrava eccessiva anche solo l’idea di cercare la vittoria per insidiare il primato del Milan. Senza Lavezzi, senza il suo nuovo sostituto Mascara e senza Yebda infortunato, si sapeva che non sarebbe stato il solito Napoli nell’umida bruma del Bentegodi e contro un Chievo che aveva stravolto il suo modo di giocare nella speranza di rallentare la sfrenata corsa dei cavalieri partenopei. Vedendo, poi, Zuniga in campo dal primo minuto nel ruolo di attaccante, si è capito che per Mazzarri anche un pareggino poteva essere oro: scegliere di utilizzare un difensore ancorché talentuoso e trattenere in panchina Sosa, Lucarelli e Dumitru, è stato quasi quasi un segnale di incoraggiamento per gli avversari. E il Chievo lo ha colto al volo, schierato come era con cinque mastini che hanno tolto anche il respiro a Cavani e Hamsik, in quelle rare circostanze in cui hanno ricevuto un pallone decente. Sarebbe bastato anche meno ai tenaci clivensi per avere la meglio sulla brutta copia di quello che era stato il Napoli dei tanti traguardi raggiunti e degli applausi ricevuti. Nella nebbia del Bentegodi vagavano delle ombre blu, spaesate, stordite da chissà che cosa. Sarà stata l’alta quota a fargli girare così tanto la testa? Oppure sono le gambe, intossicate dai mille chilometri percorsi, a tradire gli azzurri nella notte che avrebbe dovuto essere del grande trionfo? Ciao ciao gol numero mille in trasferta, si spera sia solo rimandato il settimo-storico successo fuori casa, ma soprattutto diamo l’addio all’inseguimento al Milan. Fortunatamente. Sì, bisogna togliersi in fretta dalla testa questa idea di poter competere per il tricolore. È un insano convincimento che fa ribollire una piazza fin troppo facile agli entusiasmi, ma anche ai crolli di entusiasmo. Anzi, la sconfitta va tenuta presente la sconfitta di Verona, più del 4-0 alla Sampdoria e dei tanti trionfi a braccia alzate. Farà bene Mazzarri a mettere la sua squadra davanti alla tv per fargli rivedere cento volte, fino a domenica, le immagini di questa partita. Una sconfitta istruttiva sul come non va affrontato un avversario. Anzi, per poter difendere la posizione in zona Champions, al Napoli non serviranno altri rinforzi ma semplicemente emulare il Chievo nella prestazione orgogliosa, cattiva e da “provinciale” come quella di ieri sera. Il banco di prova ci sarà tra pochi giorni, domenica al San Paolo dove sarà di scena il Cesena che ieri sera ha pareggiato in casa con il Catania. I romagnoli hanno fallito l’aggancio agli etnei in zona sicurezza e proveranno ad imbrigliare la squadra di Mazzarri a casa sua. Tra pochi giorni sapremo se il Napoli ha vissuto una notte di amnesia dovuta all’eccessiva enfasi, oppure se l’inspiegabile rallentamento è frutto di un antipatico calo atletico. Se fosse vera la seconda ipotesi, allora Mazzarri farà bene a dimenticare gli equilibri all’interno dello spogliatoio per far giocare solo quelli più in forma.
Raffaele Auriemma per “Il Roma”

Indietro
Avanti