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I Nomi della rosa: Mascara e Ruiz

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La sessione del mercato invernale ha rivelato non poche sorprese, sono andate in porto trattative clamorose spesso accompegnate da soldi veri(sotto forma di pagherò).Cominciamo dalle “grandi” o presunte tali. La Juve spende ma si ritrova con un’attaccante e mezzo e un difensore d’occasione.Il Milan fa incetta dei soliti vecchietti e porta in Italia un terzino interessante: Emanuelson. L’Inter, che quest’anno ha tenuto la borsa stretta,decide si muoversi solo a Gennaio con un innesto per ruolo e un Pazzini immenso. Come diceva mia nonna “Chi nun accatta e nun venne, nun saglie e nun scenne”(per i profani “Chi non compra e non vende, non sale e non scende”: il Genoa turbolento di Preziosi rivoluziona la squadra, la Samp ha tirato i remi in barca smontando il gioiellino da Champions,cosi come il Palermo che si ritrova “spuntato” e infine molto attive Parma e Cesena, che dimostrano di non voler mollare la categoria.
A noi è andata benissimo direi. Guardando al futuro, aspettiamo un centroavanti di razza:lo sloveno classe ’89 Tim Matavs, stessa struttura di Cavani, movimenti simili e tanti goal a carico. In difesa, ci sarà Federico Fernandez, classe ’89 anche lui, pronto ad arrivare nel calcio che conta.Guardando ad oggi invece, la rosa del Napoli conta due talenti in più: Giuseppe Mascara e Victor Ruiz.
Mascara lo conosciamo bene, siciliano classe 79′ che esordisce tardi in A nel 2006 col Catania.Classe sofraffina, tocco felpato, pennellate su calci piazzati e in gioco.Ricordiamo splendide realizzazioni dalla distanza: contro l’Inter nel 2006 e nel 2009 contro Palermo e Udinese. Sarà l’alternativa in più durante i black out di Hamsik e Lavezzi.L’attaccante poi è molto carico e determinato,nelle sue prime dichiarazioni ha sottolineato che è la realizzazione di un sogno poter competere in un team dai grandi obiettivi come il Napoli.
Le prime impressioni su Victor Ruiz, visto sgambettare sui campetti di CastelVolturno, sono più che positive. Un pò timido ma grande tecnica e solidità. Gioca a testa alta e non disdegna le sortite in metà compo avversaria. Abituato come stopper mancino nella difesa a 4, dovrà assimilare i meccanismi della macchina di Mazzarri, la difesa a 3, il marchio di fabbrica del Napoli “Aureliano”.Esordisce nella liga spagnola a 20 anni e chi lo conosce bene scommette sul suo futuro da predestinato. Eserdirà presto al fianco di Capitan Cannavaro.
L’artefice di tutto ciò è Riccardo Bigon.Diesse discreto e compassato, simile al padre Alberto, un vero signore nel calcio dei barracuda. Dopo il mercato estivo, incassa i colpi di Cavani e Yebdà (compresa l’incognita Sosa), a Gennaio si trasforma in abile schermidore sulla pedana delle trattative. Sfumato Inler, trova un’attaccante di grande livello con una spesa minima e, come un mastino, segue per mezza stagione il difensore  spagnolo. I presupposti per raggiungere grandi traguardi ci sono.Benvenuti ragazzi. Siete pronti a sognare?
Carlo Di Stasio

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