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Dieci domande (senza risposta) ai potenti del calcio italiano

1 Commento

Un tentativo lo avevamo già fatto il primo marzo di un anno fa. Tentar non nuoce, ci rifacciamo ad uno dei più classici proverbi italiani per cercare di capire qualcosa che non capiremo mai. Verso dove rotola questo pallone e perché chi lo gestisce fa di tutto per sgonfiarlo?
Non avremo mai una sola risposta perché nascondere la polvere sotto il tappeto è sempre più facile e comodo che prendere l’aspirapolvere e fare una pulizia generale.
1)La prima domanda è per il Presidente della Juventus, Andrea Agnelli: come mai un manager del suo calibro e con un cognome così illustre non si assume responsabilità più importanti anche a livello di gestione tecnica? Se la Juventus dovesse restare fuori dalle prime 4, con i precedenti dell’Europa League e della Coppa Italia, il prossimo anno ripartirebbe da Delneri e Marotta?
2)Al Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis: il mercato ed il campo hanno promosso l’operato del Presidente, in tutti questi anni. Quando a Napoli arriverà un campione affermato? Anche se questo non vuol dire, per forza, che sarebbe un affare. Il mercato oculato ed intelligente di questo lustro ha dimostrato che anche Napoli può pensare di fare concorrenza alla potenza milanese.
3)All’allenatore del Bari, Giampiero Ventura: dopo il miracoloso campionato dello scorso anno, per restare in Puglia, non sarebbe stato preferibile chiedere al Presidente Matarrese maggiori garanzie tecniche? Oppure credeva che il vero segreto del successo fosse rappresentato da chi sedeva in panchina?
4)Al Ministro degli Interni, Roberto Maroni: si è reso conto che da quando esiste la tessera del tifoso ci sono sempre più tessere e sempre meno tifosi allo stadio?
5)All’Amministratore Delegato del Milan, Adriano Galliani: fidarsi ciecamente di un procuratore ha i suoi pro ed i suoi contro. Aver puntato tutto su Raiola è una mossa intelligente, perché il buon Mino è, in questo momento, la vera arma vincente del Milan. Ma se dovesse un giorno sorgere qualche incomprensione tra i due, anche lo spogliatoio di milanello potrebbe risentirne?
6)Al Direttore Sportivo della Fiorentina, Pantaleo Corvino: qualora dovesse ravvisare che il suo ciclo a Firenze fosse finito, rassegnerebbe le dimissioni o aspetterebbe che fossero i Della Valle a prendere la decisione?
7)Al procuratore della FIGC, Stefano Palazzi: dopo aver creato solo confusione sulle intercettazioni, dopo aver aperto e subito chiuso il procedimento su Calciopoli bis, perché non indaga a 360° sul sistema?
8)Al nostro Commissario tecnico, Cesare Prandelli: per fortuna la Juventus ha bruciato Amauri, ma quanto dobbiamo gufare ancora per far sì che non si vedano più stranieri in maglia azzurra? Più che Thiago Motta, convochi Camporese della Fiorentina.
9)Al Presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone: se si è stufato del calcio dopo la vicenda Cassano, non è più facile vendere il club piuttosto che i singoli pezzi?
10)Per un giornalista che preferisce dieci righe di MARKETing alla verità dei dati. Come mai dopo uno sbrodolamento generale non ha inserito la cosa più importante, ovvero i numeri? E’ tutto grasso che cola!
Michele Criscitiello per TMW

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