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Jacobelli: La scuola calcistica italiana si dimostra sempre la migliore

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MAZZARRI, Pioli, Zaccheroni. In rigoroso ordine alfabetico, tre tecnici da copertina per ribadire al mondo che la scuola calcistica italiana è sempre la migliore. Intendiamoci, non è questione di arroganza o di presunzione, anche perché nessuno dei tre signori se la tira o pretende di avere inventato il calcio. Semplicemente, ognuno di loro lavora sodo, crede in ciò che fa e I risultati si vedono. Prendete Mazzarri: non ha né l’organico dell’Inter né quello del Milan, ma ha costruito il trio d’attacco che spaventa il campionato, ha puntato forte su Cavani e ha già vinto, comunque vada a finire. Il suo Napoli è un mix di pragmatismo e di spregiudicatezza, una squadra che va a cento all’ora e non ha paura di nessuno.
LA DUTTILITÀ degli schemi è una delle caratteristiche che più colpiscono anche nel Chievo di Pioli, fenomenale piccola grande squadra. Piccola, perché ogni anno non parte certo per vincere lo scudetto; grande, come l’ammirazione che suscita la sua organizzazione di gioco, Pellissier che ne è il simbolo, Pioli che incarna uno stile sobrio e vincente, anche lui, come Allegri, non casualmente passato da Sassuolo.
E POI c’è Zaccheroni, samurai di Cesenatico, in questi giorni venerato in Giappone quasi come l’imperatore. Ha vinto la Coppa d’Asia rivoluzionando e ringiovanendo una nazionale la cui età media è di 25,2 anni. Ha colpito i fratelli nipponici per la meticolosità e la serietà del suo lavoro. Dopo la delusione Juve, Alberto ha rimesso in gioco se stesso a 57 anni, andando all’altro capo del mondo per dimostrare quanto sa di calcio.
MAZZARRI, Pioli, Zaccheroni sono il trionfo del modello Coverciano. Se avessimo anche una federazione e una lega sempre all’altezza, saremmo invincibili.
Fonte: Datasport.it

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