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Tosel, il Napoli scopre i suoi nemici

1 Commento

Diciamolo subito: Lavezzi ha sbagliato. Non avrebbe dovuto reagire all’assurda provocazione di Rosi, finendo così per danneggiare il Napoli e per saltare la sfida-scudetto con il Milan di lunedì 28 febbraio. Sia il Pocho sia Rosi, evidentemente, meritano di essere squalificati. Però, c’è tanto da discutere e anche da recriminare. Il giudice sportivo Tosel ci è andato giù duro, troppo.
Francamente non si capisce perché Rosi abbia ricevuto gli stessi turni di Lavezzi (tre, con l’aggiunta di uno, ma solo perché era in diffida), quando dalle famigerate immagini tivù sembra evidente che sia lui ad accendere la rissa con l’azzurro, facendo partire il primo sputo. E poi le immagini televisive: quelle che abbiamo visto tutti non sono chiare. Per niente. Lo sputo di Lavezzi non si vede, lo si può, volendo, immaginare. Non solo, in quelle immagini il Pocho sembra reagire a Rosi urlando qualcosa o, in alternativa, mimando il brutto gesto. Non c’è prova dello sputo. Ipotesi che regalerebbe un’altra luce all’episodio, rendendo più morbida la posizione dell’argentino. E in fondo, questa è anche la posizione del Napoli Calcio, che punterà tutto sulla inammissibilità della prova televisiva nel ricorso d’urgenza già pronto oggi.
Tre turni a Lavezzi sono una punizione dura per il Napoli e un meraviglioso assist per il Milan che nella sfida di San Siro non si troverà di fronte il giocatore-simbolo del Napoli, sicuramente uno dei più in forma della Mazzarri band. Un regalo troppo grande per non dare adito a maliziosi pensieri. Vengono in mente, così, le parole di Aurelio De Laurentiis, dette tra il serio e lo scherzoso qualche tempo fa, sullo scudetto già assegnato al Milan di Berlusconi. Che il Napoli troppo in alto avrebbe dato fastidio, lo annunciavano in tanti. E da un pezzo. Da ieri ne siamo tutti più convinti.
Leggo

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