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"Contro Corrente": Milano chiama, Napoli risponde

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E pensare che il clou deve ancora venire. Una settimana infernale, trasformata, tutta d’un tratto, in un candido paradiso. Dall’Olimpico alla doppia notte del San Paolo, il Napoli continua a dare segni di maturità, gettando ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo. Le polemiche per la squalifica di Lavezzi sembrano ormai già accantonate perché la verità è che questo gruppo è davvero inossidabile: in campo, non c’è questione che tenga, si rema tutti nella stessa direzione. Soffrendo, imprecando ed infine, gioendo con le braccia rivolte al cielo per l’ennesima impresa.
Tra fuorigioco evidenti e tocchi di mano truffaldini meno male che c’è ancora il Napoli a dare un senso di onestà, di rigore, di meritocrazia al campionato più avvincente dell’ultimo decennio. Gli azzurri, come era pronosticabile, un po’ per le assenze, un po’ per la stanchezza accumulata sulle gambe, soffrono più del dovuto un Catania dai due volti: arroccato nel primo tempo, garibaldino nel secondo.
Tutto lasciava presagire ad una giornata storta: il palo di Schelotto, il rigore sbagliato dal Matador Cavani, poi però, finalmente la luce: lui, Juan Camilo Zuniga, l’uomo che non ti aspetti, indovina l’inserimento giusto, beffando Andujar e mettendo a segno così il suo primo sigillo in serie A. Una pagina tutta a colori per il motorino colombiano, tornato alla ribalta in quest’ultimo periodo per la sua abnegazione, il suo impegno alla causa azzurra.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la nostra saracinesca, Morgan De Sanctis: lui i gol non li fa, ma in compenso li evita ed anche sieri sera ci ha messo del suo per mantenere intatta la sua imbattibilità al San Paolo. A pochi metri di distanza, eccolo il capitano, tornato saldamente al centro della difesa dopo aver scontato la squalifica in coppa. Ormai si sprecano i complimenti per Cannavaro junior, bandiera, fino al 2015, che sempre darà il massimo per portare in alto i colori azzurri.
Una difesa impeccabile, complice anche la straordinaria prestazione della coppia Aronica-Santacroce: soprattutto quest’ultimo, anche quando le gambe imploravano riposo, non ha abbandonato il campo, aiutando i compagni nell’insolita posizione da attaccante aggiunto: una nota di merito che sottolinea l’attaccamento alla maglia anche da parte di chi, in passato, non ha potuto giocare con maggiore continuità. Discorso analogo per il principito Sosa: non è certo Lavezzi, ma durante la prima frazione, si è fatto notare coi suoi tagli, i suoi suggerimenti, guadagnandosi anche il rigore poi fallito da Cavani.
Ventiquattro titolari. Questo il sunto dell’ennesima magica notte del San Paolo, perché anche stavolta Mazzarri è riuscito ad ottenere il massimo risultato pur affidandosi ad un cospicuo turn-over. Da domani però è già tempo di nuovi esami. Villareal e Milan, in sette giorni il Napoli si gioca il tutto per tutto in campionato ed Europa League. Due probanti impegni, due finalissime da giocare con l’orgoglio e la consapevolezza di chi sa che quando si indossa questa maglia, non si è mai soli. Coraggio Napoli, la storia già ti appartiene…
Francesco Auricchio

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