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Giustizia è fatta – Il cuore infranto.

1 Commento

Quando una partita è segnata, è segnata, non c’è nulla né da fare né da dire.
Sinceramente ci credevo in una vittoria, non voglio essere bugiardo, ma sapevo che non sarebbe successo, non sono Paolo Fox o Sorrentino, non leggo le stelle, ma leggo tra le righe.
Una Partita segnata dalla sfortuna di un calendario, chissà se la partita del Madrigal fosse stata una settimana dopo come sarebbe andata;
Una partita segnata dall’arbitro, chissà senza il rigore come sarebbe andata;
Una partita DI-segnata dal Palazzo. Ora bisogna capire quale però, se quello della Figc o quello della corte di sua Altezza, dove si aggirano cortigiane ben (S)vestite.
Ebbene, ora possiamo tirare un sospiro di sollievo, siamo fuori dalla lotta scudetto e possiamo anche non dar più peso all’arbitro che ci sarà designato volta per volta, a meno che non si voglia far rientrare Roma o Juventus o entrambe nella Champions dell’anno prossimo. Dobbiamo sempre tener conto di cosa vogliano a Palazzo, dobbiamo sempre tener conto di quali siano i capricci della Nobil Corte.
Certo il rigore dato è un qualcosa di scandalosa e per le forze che aveva il Napoli ha cambiato gli equilibri della partita, ma qualcosa nel Napoli non ha funzionato. Senza quel rigore gli spazi non si sarebbero mai aperti e forse il Milan non avrebbe mai trovato la via della rete, il condizionale è d’obbligo, ma l’andamento della partita era questo. Il Napoli, lunedì sera, non aveva la forza fisica e mentale dopo l’eliminazione dall’EL. Pensate qualcuno aveva criticato il Mister per il turn over, allora vi chiedo aveva torto? Certo che vedendo la prova di Aronica, che non ha giocato giovedì, non è che le cose siano state diverse. Però ricordo la partita di Chievo, la quarta ogni tre giorni in quel periodo e l’atteggiamento dei giocatori era simile. Unico appunto da fare al Mister è: perché Pazienza – Gargano? Perché, mettere due piccoletti al centro del centrocampo? L’idea del mister era di prenderli in velocità ed era rispettabilissima, ma con le forze che avevamo non era possibile, allora perché non mettere Yebda – Pazienza con il primo a contrastare i fisici Flamini, Gattuso e Van Bommel, i quali hanno un passo simile all’algerino che però concedono molto ad Hassan a livello fisico?.
Con il senno di poi si può dire di tutto e di più e gli Scienziati son maestri in questo. Oramai le cose sono andate come dovevano andare, era scritto nelle stelle ed ora è scritto nella classifica, leggetela : Milan 58 ; Inter 53 ; Napoli 52…. Ricordatelo nella vita il fato, il destino, il caso, il cielo, la sorte, l’imponderabile, la fortuna, la provvidenza hanno sempre un ruolo rilevante. Poi se la PROVVIDENZA è quella DIVINA e appartiene a colui che è il simbolo di un Italia che va a rotoli o meglio a PU…..NE il ruolo è schiacciante.
Il fatto che si dica che il rigore non c’era sulle reti del Cavaliere senza Testa o meglio senza dignità è solo come si dice a Napoli una Mattonella, così come lo era la difesa a spada tratta al Pocho, anche quella era un’altra MATTONELLA. A furia di MATTONELLE al Palazzo hanno arredato un bel ce..o.
Sono arrabbiato nero, non solo con la situazione creata, ma anche con la squadra. Mi rivolgo ai giocatori: Non meritavamo ne noi, ne voi, un’ umiliazione del genere. Dovevate mettere quel carattere che non vi è mai mancato, quella foga e quella furia agonistica che vi ha sempre contraddistinto, dovevate far bruciare quell’orgoglio che era dentro di voi, ma invece … Invece vi siete prostrati al cospetto del nemico, avete chinato il capo in segno di resa dopo il rigore e vi siete fatti dare il colpo di grazie senza reagire. Ci avete inferto e vi siete inferti, un dolore inimmaginabile, se fossimo stati sul punto di vera morte avremmo sofferto meno dato che dopo poco si perde coscienza, mentre noi fino a domenica dovremmo soffrire con un magone sul petto: aver visto la squadra di cui andavamo FIERI ed eravamo INNAMORATI andare in frantumi, andare in mille briciole. Ora non ci rimane e vi rimane, che raccogliere i cocci della disfatta, chiuderci dentro noi stessi, calmarci e mostrare all’Italia intera quel senso di rivalsa che il popolo che rappresentate cova da anni e che prima o poi mostrerà, ma voi dovete mostrarlo Domenica. Domenica vogliamo una prova convincente, vogliamo il Napoli spavaldo, vogliamo il Napoli che non ha paura di niente e nessuno e che un giorno mostrerà di non aver paura neanche del Palazzo. Quel Palazzo costruito su fondamenta di carta pesta e stampata, che prima o poi si sgretolerà tra le proprie mani, ma che fino ad allora dominerà l’Italia intera ….
Un appello a tutto il San Paolo, domenica contro il Brescia riserviamo un applauso lungo e scrosciante ai nostri ragazzi che in questo momento dopo una settimana horribilus, come i bambini hanno bisogno di affetto, quell’affetto che non gli mancherà mai e che solo NAPOLI può dare.
Alessio Guidone

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