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VIETATO ILLUDERSI, MA OBBLIGATI A SOGNARE

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La primavera è alle porte ed i primi raggi di sole riscaldano l’aria dando luogo a quel tepore che asciuga i terreni di gioco dall’umidità che per qualche mese ha reso le giocate, ai funamboli azzurri, più difficili.
La notte porta consiglio” e la notte che intercorre tra lo stop della capolista a Palermo e la sfida con il Cagliari a Fuorigrotta porta, tutti i professanti fede azzurra, a sognare il raggiungimento dell’obiettivo che in cuor suo si è posto e crede che sia alla portata del “battaglione Mazzarri”.
La dolce notte trascorsa nel crogiolarsi tra i più beneauguranti auspici di grandezza portano ad una Domenica in cui l’attesa si trasforma in ansia per ciò che dovrà essere con quasi un obbligo psicologico di vincere.
La gara con l’avversario sardo è prevista come posticipo della 30° giornata di campionato a risultato già acquisito da parte delle milanesi e delle inseguitrici.
Le pressioni sono tante e le motivazioni, sia da un lato che dall’altro, sono altrettanto forti quanto importanti. Ritorna il bistrattato Donadoni al San Paolo, per la prima volta in panchina da avversario, odiato come calciatore per la sua fede rosso-nera, non apprezzato come allenatore per gli scarsi risultati riscossi e per aver preso il posto di uno dei pochi signori del calcio che ancora ci sono: un tal signor Edy Reja.
Gli azzurri sanno di non poter steccare e proprio per questo cercano di preparare nel migliore dei modi un match fondamentale nell’economia del campionato visti i risvolti del Sabato e pomeridiani.
Il passo falso del Milan, l’Inter si è lanciato a meno 2 con più difficoltà del previsto nel superare un arrembante Lecce, l’Udinese ha momentaneamente appaiato gli azzurri al 3° posto a 6 lunghezze dalla capolista… c’è un sogno da coltivare.
Il tifo azzurro mette in scena quanto di meglio sa offrire, ed anche se non si registra il tutto esaurito, il San Paolo riesce sempre ad infondere la solita spinta ai combattenti azzurri facendo tremare le gradinate.
Mazzarri ritorna in panchina dopo aver scontato il turno di squalifica e non potendo contare sullo squalificato Maggio e l’infortunato Campagnaro propone un’inedita fascia destra composta da Santacroce, recuperato in extremis, e Zuniga ritornato nel suo ruolo originario, fiducia ad un ottimo Ruiz visto a Parma e Yebda per Gargano volato in Uruguay per problemi familiari, con Cannavaro a completare il terzetto difensivo e Pazienza e Dossena quello di centrocampo, in avanti i tre moschettieri.
Ad un primo tempo equilibrato in cui è più il Cagliari a far tremare De Santis che il Napoli Agazzi con un contropiede di Acquafresca ed un pressing asfissiante a tutto campo, si contrappone un ripresa senza storia.
Pronti via e Lavezzi penetra in area, steso alle spalle, rigore ineccepibile. Siamo al 4’ e Cavani si propone per riprendere la rincorsa al titolo di capocannoniere: puntare, mirare, fuoco! Esecuzione perfetta pallone a destra, portiere a sinistra e inerzia della gara sui binari giusti.
Sembra tutto tranquillo, bisogna solo gestire, ma dopo 7 minuti, dopo un rimpallo fortunoso Acquafresca si ritrova a tu per tu con De Santis ed approfittando di un’uscita non perfetta dell’estremo azzurro rimette le cose in parità.
A questo punto la banda di Mazzarri si scatena, ha gli occhi iniettati di fuoco e si riversa a testa bassa in avanti trovando il nuovo vantaggio dopo soli 4 minuti.
Hamsik in no look, Cavani in lob… Napoli in paradise!
Un intervento di Agazzi su Yebda, l’abbattimento di Ariaudo con un bolide da pochi passi di Hamsik ed il palo di Mascara stanno a certificare la vittoria meritata degli azzurri che sono lì, in alto, dove nessuno si sarebbe…
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Iannucci Antonio dal blog di www.fantapazz.com

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