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Il Napoli spopola in tutto il mondo

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Kazuo Miura fu il primo giapponese del campionato italiano. Il merito non è tanto del suo sinistro, che pure gli esperti assicuravano essere preciso e potente, quanto di un robusto pacchetto di sponsor che portava in dote al Genoa. Le nuove frontiere del calcio fanno gol a tutti. Anche al Napoli, s’intende. Non a caso, nelle ultime ore pare che De Laurentiis abbia chiesto di Honda, il centrocampista del Sol Levante che gioca nel Cska Mosca proprio in questa ottica. Chiacchiere. Ma sapere che in Cina, e per la precisione a Shangai, altro Paese a cui il mondo del soccer strizza l’occhio (tant’è che le prossime Supercoppe italiane si giocheranno di nuovo lì) c’è il primo club dei tifosi azzurri, ribattezzato «Club Napoli Celeste Impero» non potrà che far piacere. Ideatore e promotore dell’iniziativa è Nello Del Gatto, giornalista da Shanghai dal febbraio 2010. Tra i partecipanti Gennaro De Angelis, un architetto con origini a Trecase che a Shanghai ha aperto un ristorante, «Da Gennaro», locale divenuto la sede di Shanghai del club. Anche Francesco Serao, ex presidente del Napoli ai tempi del secondo scudetto, con uffici di consulenza commerciale nella metropoli cinese, si è iscritto al club. Oltre alla sezione di Shanghai in breve ha preso vita anche la sezione di Suzhou: qui il club è ospitato in un altro rinomato ristorante italiano, il «Mamma Mia» creato dall’imprenditore napoletano Stefano Micillo e gestito da sua moglie Daniela. Al club Napoli Celeste Impero sta pianificando di aprire nuove sedi a Pechino, a Guangzhou (ex Canton), a Chongqing e a Wenzhou. Socio onorario è il console generale a Shanghai, Vincenzo De Luca, di origini napoletane. «Tra i cinesi – dice Del Gatto – ci sono diversi tifosi di Napoli, che associano ancora la squadra alle gesta di Maradona. In molti, però, cominciano a tifare per Lavezzi e Cavani. Speriamo che De Laurentiis porti la squadra in tournée». Magari già la prossima estate. Non solo Cina. Il Tokyo club ha la sua sede a Nakano-ku, quartiere di Honcho: i suoi membri sono iscritti al fanclub di Facebook. Si scambiano commenti sul calcio anche in questi giorni in cui il Giappone vive l’emergenza nucleare. Altro viaggio, altro continente. Africa nera: in Congo si fa festa intorno al Napoli club creato in un villaggio. Decine di bimbi indossano t-shirt di colore azzurro. La passione è davvero senza confini. Fermata metro Alonso Martines, la trattoria «Totò e Peppino». Città: Madrid. È qui che Cristiano e Andrea hanno posto il quartier generale del loro Napoli club in terra castigliana. E la creatività dei tifosi azzurri non ha limiti. A Parigi hanno fondato il Psg acronimo del meno famoso, ma altrettanto nobile Paris San Gennar. E se il basco e la torre Eiffel sono il simbolo della napoletanità parigina, quella di Bruxelles è anche un po’ irriverente con il «Ciuccio che piss» che richiama il Manneken Pis, statua simbolo della capitale belga. Il villaggio del bufalo colorato di Isaan nel nordest della Thailandia impazza su Facebook come covo dei napoletani. A Londra Marco La Nave, presidente del Napoli Fans Club London ha pensato anche agli affari e per 15 sterline promette di spedire la sciarpa vergata azzurro: «The classic English style football scarf. Limited edition». Il Napoli Club De Laurentiis New York è stato costituito nel 2008 su iniziativa di Nedo Bellucci, attuale presidente in carica, e coadiuvato dal fondamentale contributo di amici tifosi napoletani quali Giovanni Iovine, Angelo Basile e sua moglie Viviana. Infine, Stoccolma: al taglio del nastro, tre anni fa, come mostra il blog, c’era anche il presidente azzurro. Iscritti una trentina, in prevalenza italiani residenti a Stoccolma, coordinati dal segretario dell’associazione Claudio Pagnozzi, un napoletano che vive a Stoccolma dal 1993 e insegna italiano presso il Nacka Gymnasium della capitale svedese.
 
Fonte: Il Mattino

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