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Gattuso, quale futuro?

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I tifosi lo chiamano “ringhio”, in famiglia Gennaro, i suoi calciatori “mister”. Raccoglitore di cocci, compito ingrato il suo, soprattutto se lo fai per un pubblico dalla memoria estremamente corta. I microfoni davanti alla sua bocca non hanno mai raccolto spacconate. Sempre chiaro e deciso espone quel che pensa senza troppi giri di parole. Ha carattere da vendere e lo immagini con un tattoo enorme dietro la schiena con scritto ‘nduja. Gennaro “ringhio” Gattuso è questo e tanto altro. E’ arrivato all’ombra del Vesuvio per salvare una squadra svuotata, chiamato ad un compito arduo: raccogliere il testimone lasciatogli dal suo mentore, quel Carletto che tanto ha vinto in giro per il mondo, ma che a Napoli non riesce a replicare i successi a cui ha abituato i suoi fans. Anzi, nell’ultimo periodo della sua esperienza partenopea sembrava passare il tempo scavando un fosso enorme dove la squadra inesorabilmente cade, senza se e senza ma. 

Calciatore coriaceo, figlio di una famiglia semplice, mette il cuore in tutto quel che fa, questo perché conosce bene sia il valore delle cose, che la fatica per conquistarle. Una maglia in mezzo ad altre dieci, quasi sempre la più sudata, la ribalta la ottiene non certo per le eccelse doti tecniche, uno dei suoi argomenti preferiti quando vuole strappare un sorriso a chi lo ascolta. Si ritrova in campo con campioni che faranno la storia, gente che da del ”tu” a quella palla e che in mezzo al rettangolo verde, con giocate d’alta classe, fa gioire spalti gremiti. Ma appena la samba risuonava forte dagli altoparlanti dello stadio, Gennarino cominciava a correre. Quando i tocchi di palla fatti con le punte degli scarpini venivano sostituiti da quelli con suola e tacchi, Gennarino si metteva a ringhiare forte. Quando Gennarino correva e ringhiava forte in mezzo al campo, i riflettori si accendevano magicamente su di lui e facevano la stessa luce che avvolgeva le grandi star. Quella grinta e quella fame l’hanno portato sul tetto del mondo, posto per pochi eletti. E questo è storia.

Mister Gattuso è un po’ di tutto questo, cerca di mescolare bene quel che è stato da calciatore, con quello che ha imparato dai grandi allenatori che ha incontrato negli anni della sua luminosa carriera. Non ha ancora rinnovato con il club azzurro e, dopo un inizio aggressivo e vivo, qualche problema sembra spuntar fuori. Non si tira indietro il mister, si assume le sue responsabilità e continua a lavorare a testa bassa. Ma si è giunti ad un bivio, non palesato, ma ormai chiaro. E’ il momento di tirare le somme e capire se e come proseguire questo viaggio insieme. Qualsiasi decisione si prenderà, Gennaro resterà degno del ricordo del pubblico partenopeo, uomo giusto e gran lavoratore, non ci resta che aspettare speranzosi che la storia si scriva.

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