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Tutti i dubbi di Gattuso: il modulo, il futuro e due dati preoccupanti

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L’emergenza che pure esiste è solo un alibi fragile su cui Gattuso ha poggiato le proprie residue speranze di sopravvivenza. Sono altre le mancanze del Napoli e non è solo una questione di singoli, non è la rosa decimata a condizionare le prestazioni, condannando i tifosi a digerire sconfitte che in trasferta sono diventate pericolose abitudini. Quattro ko consecutivi lontano dal Maradona (Verona, Genoa, Atalanta, Granada) e appena tre gol fatti nelle ultime cinque partite: sono questi i numeri della crisi, aprono ad una serie di interrogativi e dubbi sull’operato di Gattuso e sulla qualità – non solo tecnica – di una rosa che avrebbe tutto per fare altro e invece si adegua all’inerzia del momento, incapace di rialzarsi se non per puro orgoglio, come contro la Juve, una partita che non varrà mai come tutte le altre e nella quale le motivazioni arrivano naturalmente. Il Napoli si è abituato a perdere e neppure si ribella. Quando ci prova va a sbattere su incomprensioni tattiche: col Granada, con tutta la buona volontà, il primo tiro dell’evanescente Osimhen è arrivato solo al minuto 87. Un assist al portiere, più che una conclusione in porta.

Alla vigilia della gara contro l’Atalanta, Gattuso – che recupera Ghoulam, Koulibaly, Demme e Politano – si interroga su cosa sia giusto fare, il dilemma è la difesa a tre, come all’andata delle semifinali di Coppa Italia, quando finì zero a zero, oppure il 4-3-3 classico, con l’ambizione di provarci e il rischio, per com’è messo il Napoli, di rimetterci la pelle, esponendosi alle ripartenze degli uomini di Gasperini. Il campionato è l’unico vero rimedio alla depressione, la zona Champions è a due punti (con una partita in meno) e restarle dietro, senza allontanarsene, vorrebbe dire dare un senso al finale di stagione, pur con tutti i limiti e le difficoltà del caso. Altrimenti, con un allenatore in scadenza e la società che già lavora al futuro, il rischio concreto sarebbe quello di vivere gli ultimi mesi solo in attesa della fine. Con la testa già altrove.

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