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Perché Sarri può davvero tornare a Napoli (e cosa c’è di vero)

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Si erano lasciati come amanti feriti, con promesse di felicità sospese e una rabbia accumulata che negli anni è divenuta indifferenza. Ora, strano ma vero, Sarri e De Laurentiis potrebbero ritrovarsi, questione di necessità più che di sogni, di volontà costruite. Il ritorno delll’allenatore toscano sulla panchina del Napoli è una suggestione legata all’esigenza di ripartire quanto prima da una piazza che sappia esaltarlo dopo anni difficili, tra Chelsea e Juve, in cui ha vinto ma scendendo a compromessi. Il Napoli è stata la luce della sua carriera, la piazza dove ha scoperto di poter ambire a grandi traguardi, il trampolino di crescita per volare altrove e alzare in cielo trofei – l’Europa League col Chelsea, lo scudetto con la Juve – ma sopportando le critiche per lo stile, il linguaggio, le abitudini.

Sarri al Napoli non è solo l’idealista che scrive un romanzo, è verità sussurrata, uno spiraglio a cui i tifosi si aggrappano in attesa di novità. Non è una bufala, tutt’altro, perché un contatto c’è stato, De Laurentiis si è avvicinato e Sarri non è fuggito, anzi incuriosito s’è messo ad ascoltare, magari con un orecchio anche altrove, per cogliere il richiamo di altre società. Ma Napoli non gli è indifferente e a Napoli potrebbe tornare a far divertire e a divertirsi, certo dovendo rinunciare, almeno in teoria, al sogno scudetto. Lo aveva sfiorato nel 2018 dopo 91 punti conquistati e una cavalcata a cui è mancata un po’ di fortuna per condurre al tricolore. Rientrerebbe in un contesto diverso.

De Laurentiis, da lui, si aspetterebbe bel gioco (ma tornerà, con una rosa rivoluzionata rispetto al suo triennio?), risultati e, soprattutto, valorizzazione della rosa, dopo gli exploit di Higuain, Koulibaly, Mertens, Jorginho. Senza Champions, nel bel mezzo della pandemia, l’esigenza di ridurre il monte ingaggi costringerà De Laurentiis a modificare la propria strategia. Servirà un allenatore abile a far crescere i singoli. Sarri sarebbe perfetto, ma è un’idea anche Juric, oppure De Zerbi. Ma il primo amore non si scorda mai.

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