Sogno di una notte di mezza estate

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ibra napoliIl titolo della famosa commedia di William Shakespeare sembrerebbe il più appropriato per rappresentare, con estrema sintesi ma con lucido realismo, le vicende legate al calciomercato che hanno visto protagonista il Napoli sino a questo momento. Il riferimento è non solo e non tanto alle legittime, seppur a volte eccessive, speranze dei tifosi i quali, mossi da una passione pura e incondizionata verso i colori della propria città, desidererebbero vedere finalmente una squadra in grado di annoverare tra le proprie fila nomi prestigiosi al pari delle altre big d’Italia e d’Europa, così da entrare stabilmente nell’olimpo delle grandi compagini del panorama europeo ma, soprattutto, a chi tali speranze sapientemente e continuamente alimenta. Testate giornalistiche tra le più importanti a livello nazionale sono pronte in ogni momento a lanciare sulle prime pagine dei propri giornali o sulla home dei propri siti internet nomi altisonanti che dovrebbero presto, ma non si sa quando, giungere alla corte di don Raffaè. Ibrahimovic, Higuain, Damiao, Julio Cesar sono solo alcuni dei nomi più gettonati. Per ora, appunto, solo sogni. Occorre indubbiamente considerare quanto, a tal proposito, abbiano inciso le dichiarazioni rese, nel corso delle conferenze stampa o mediante i social network, dai diretti interessati, sia membri della società che esponenti della squadra. Questi, compreso qualcuno dei nuovi arrivati, si sono spinti a fissare per la prossima stagione obiettivi prestigiosi quali lo scudetto. A ciò si aggiungano le importanti rivelazioni del presidente relativamente al budget che la società avrebbe messo a disposizione degli uomini di mercato per la costruzione di una rosa competitiva: ben 124,5 mln di euro. Cifre da capogiro che in Italia nessun’altra società, nemmeno quelle più blasonate, può permettersi di spendere e che legittimano i sogni di grandeur del popolo partenopeo. Il modo più corretto, però, per valutare le vicende di mercato è quello di cercare sempre di tenere un occhio sulla realtà dei fatti sepolta dalle quotidiane indiscrezioni giornalistiche. Le attuali dinamiche del mercato, per quel che riguarda gli azzurri, ci riportano, con freddo cinismo, ad una realtà rappresentata, da un lato, dalla perdita, seppur doverosa a quelle cifre, di uno tra i più forti attaccanti in circolazione, dall’altro dalla realizzazione di acquisti di basso profilo, incognite da scoprire, calciatori, insomma, la cui capacità di adattarsi al calcio italiano e di recepire le idee tattiche dell’allenatore spagnolo è tutta da verificare. Nessun campione in grado di fare la differenza e di alimentare i sogni di gloria. Soprattutto viene alla luce che è notevolmente aumentato il divario rispetto alla Juventus la quale ha ampliato un organico già competitivo con l’innesto di calciatori sia in difesa, vedi l’acquisto del promettentissimo e versatile Ogbonna, che in attacco, con l’ingaggio di Tevez e Llorente che, seppur non al livello dei grandi top players europei, hanno innalzato il tasso tecnico e di esperienza di una squadra già superiore. Cosa ancora più preoccupante, il mercato racconta di una nuova realtà sportiva che viene prepotentemente alla ribalta e che è in grado seriamente di insidiare al Napoli la posizione di seconda forza del campionato. Si tratta della Fiorentina di Montella. Una squadra che, grazie alle sapienti ed intelligenti operazioni di mercato effettuate nell’ultimo anno, ha visto una crescita esponenziale del proprio livello tecnico e che rappresenta l’esempio di come sia possibile acquistare calciatori di livello internazionale anche senza avere a disposizione un budget faraonico ma semplicemente attraverso la competenza dei dirigenti ed il costante monitoraggio delle vicende contrattuali degli atleti sparsi nel continente. Per non parlare poi dell’Inter e della Roma rivitalizzate dal cambio della guida tecnica ed intenzionate a non ripetere i fallimenti delle ultime stagioni. L’impressione che si ha, ad oggi, è di qualche occasione mancata, vedi soprattutto Gomez, attaccante che per qualità, esperienza ed abitudine alle vittorie avrebbe rappresentato un adeguato sostituto del matador. Il Napoli, insomma, se intende realmente perseguire quegli obiettivi dichiarati e tanto agognati dalla piazza non può più perdere tempo, alla luce anche del fatto che se esiste un momento storico sul quale scommettere, questo è quello attuale, data la scarsa concorrenza che anima la corsa al vertice e le difficoltà economiche vissute da alcune importanti società, in primis Milan ed Inter, un tempo competitive ma oggi fortemente ridimensionate.

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